SOLUZIONEAVVOCATI.IT - LAVORO - TRASFERIMENTO D'AZIENDA

IL TRASFERIMENTO D'AZIENDA

La disciplina generale del trasferimento d’azienda si rinviene nell'art. 2112 c.c.

L'art. 2112 c.c., fornisce una tutela dei lavoratori in caso di mutamento nella titolarità dell'impresa e conseguente passaggio alle dipendenze di un nuovo datore di lavoro.

Tale disciplina garantistica si applica  a qualsiasi operazione che, in  seguito a cessione contrattuale o a fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica, comprese le ipotesi di usufrutto  o affitto dell'azienda , di trasferimento solo di una sua parte autonoma dal punto di vista funzionale (cd. ramo d'azienda) dell'azienda, .

Le garanzie offerte al lavoratore sono le seguenti:

a) la continuazione del rapporto di lavoro con il nuovo titolare dell'azienda , mantenimento dei diritti già maturati (ad es. diritto alla percezione delle retribuzione ancora corrisposte, anzianità di servizio etc.).

Ai lavoratori ceduti si applica il contratto collettivo vigente presso il cessionario, salvo che questi non ne applichi alcuno. Ne consegue che la contrattazione collettiva in atto ,presso il cessionario sostituisce immediatamente ed integralmente la disciplina collettiva di pari livello vigente presso l’impresa cedente, anche ove ciò comporti un trattamento più sfavorevole.

b) sussiste una responsabilità solidale del cedente e del cessionario, a garanzia del soddisfa­cimento dei crediti vantati dal lavoratore all'epoca del trasferimento (art. 2112, comma 2, c.c.);

c) il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti  collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro sca­denza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'impresa del cessionario;

d) il trasferimento d'azienda non costituisce in sé un giustificato motivo di licenziamento.

Re­sta, comunque, ferma la facoltà, del cedente e del cessionario, di esercitare il recesso secon­do la normativa vigente.

e) il lavoratore ha diritto a rassegnare le dimissioni nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, quando le condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica.

Queste tutele non si applicano nei casi indicati dall'art. 47 L. 428/1990 (come modificato dal D.L. 135/2009 conv. in L. 166/2009). In particolare:

§ per le aziende in cui sia stato accertato lo stato di crisi aziendale o in amministrazione straordinaria in caso di conti­nuazione dell'attività nei confronti delle quali , l'art. 2112 c.c. trova applicazione con le limitazioni previste dall'accordo che stabilisce il manteni­mento anche parziale dell'occupazione;

§ per le imprese sottoposte a fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria nel caso in cui la continuazione dell'attività non sia stata disposta o sia cessata e sia stato raggiunto un accordo per il mantenimento, anche, parziale dell'occupazione, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro continua con l'ac­quirente. In tale ipotesi  non trova applicazione l'art. 2112 c.c., salvo che dall'accordo risultino condizioni di miglior favore.

La procedura

Se il trasferimento riguarda un'azienda, o una parte di essa, che occupa più di 15 dipendenti, è necessario attivare la procedura preventiva prevista dall'art. 47 della L. 428/1990.

In specie, il cedente e il cessionario devono dare comunicazione scritta del trasferimento alle RSU o RSA, almeno 25 giorni prima che sia perfezionato l'atto da cui deriva il trasferimento o che sia raggiunta un'intesa vincolante tra le parti, nonché ai sindacati di categoria che hanno stipulato il contratto collettivo applicato nelle imprese interessate al trasferimento.

La comunicazione deve fornire informazioni concernenti tra l'altro i motivi del trasferimento, le sue conseguenze giuri­diche, economiche e sociali, nonché le misure eventualmente previste nei confronti dei lavoratori coinvolti. Ove le rappresentanze sindacali aziendali o i sindacati di categoria ne facciano richiesta, il cedente ed il cessionario sono tenuti ad avviare un esame congiunto della situazione con le for­ze sindacali richiedenti. La consultazione si intenderà esaurita qualora, decorsi 10 giorni dal suo inizio, non sia stato raggiunto un accordo.


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