SOLUZIONEAVVOCATI.IT - DIRITTO SANITARIO - PRONTA DISPONIBILITÀ AREA DIRIGENZA

PRONTA DISPONIBILITA’ PERSONALE DELLA DIRIGENZA MEDICO-VETERINARIA COMPARTO SANITA’

Il servizio di pronta disponibilità è caratterizzato dalla immediata reperibilità del dirigente e dall’obbligo per lo stesso di raggiungere la struttura nel più breve tempo possibile dalla chiamata; tempo che può variare, anche, a seconda del tipo di servizio essendo, comunque, garantito un tempo minimo limitato al tragitto tra il domicilio e la sede di lavoro. E’, dunque, un servizio che viene reso dal dirigente oltre il normale orario di lavoro, tanto è vero che contrattualmente esso è considerato come lavoro straordinario e come tale retribuito al costo fissato oppure, su richiesta del dipendente, compensato con recupero orario.

Il servizio di P.D. è, di norma, limitato ai periodi notturni e festivi, è dedicato ai dirigenti - esclusi quelli di struttura complessa - che devono essere in servizio presso unità operative con attività continua e, di norma, ha durata di 12 ore. Con le procedure della concertazione possono essere individuate altre unità operative dove potrebbe essere opportuno prevedere il servizio di pronta disponibilità. Il servizio di pronta disponibilità può essere sostitutivo ed integrativo dei servizi di guardia attiva, salvo che per i servizi di anestesia, rianimazione e terapia intensiva ove si può prevedere, esclusivamente, la pronta disponibilità integrativa. La pronta disponibilità integrativa dei servizi di guardia è di norma di competenza di tutti i dirigenti compresi i dirigenti di struttura complessa, diversamente la pronta disponibilità sostitutiva coinvolge, a turno, tutti i dirigenti della struttura cui sono preposti, con esclusione dei dirigenti con incarico di struttura complessa.

Con l’istituto della contrattazione integrativa aziendale, laddove necessitato in relazione a particolari esigenze legate all’organizzazione del lavoro, il servizio di P.D. potrebbe essere attivato anche nei giorni prefestivi. Spezzoni di turno vanno limitati e comunque la loro durata non può essere inferiore alle 4 ore. Di regola non potranno essere previste per ogni dirigente più di 10 pronte disponibilità al mese, con compensazione nell’arco dell’anno solare; particolari diverse esigenze organizzative in rapporto a particolari scelte individuali verranno considerate in sede periferica con attivazione delle relazioni sindacali (informazione e concertazione). L’istituto si connota, in sostanza, per l'obbligo di attesa della eventuale chiamata e può dar luogo a due diverse situazioni che danno diritto alla corresponsione dell'indennità di reperibilità. Nella prima la reperibilità si esaurisce, proprio, nel mero rispetto dell'obbligo di attesa di essere chiamato nel periodo orario prestabilito per raggiungere il presidio (cd. reperibilità passiva), senza che a tale disponibilità segua una effettiva chiamata e, quindi, una prestazione di servizio, mentre la seconda è caratterizzata dalla effettiva chiamata e dalla conseguente prestazione lavorativa (cd. reperibilità attiva). Entrambe le situazioni danno diritto all'indennità, e, oltre a ciò, nel caso di reperibilità attiva, l'attività prestata viene retribuita come prestazione straordinaria oppure viene compensata a domanda del dipendente con un recupero orario (riposo sostitutivo da fruire, compatibilmente con le esigenze di servizio, nel mese successivo - art. 28, comma 2, CCNL Integrativo del 10.2.2004).

L’istituto rimane, applicato ai casi in cui è strettamente necessario ovvero in relazione:

  • all’ obbligo di garantire interventi assistenziali urgenti e non programmabili; ciò in rapporto ad una rilevazione statistica di un numero di interventi ( nel tempo e nella durata ) tale da rendere inopportuna o dispendiosa la presenza in servizio attivo del personale durante le ore notturne e festive;
  • necessità di assicurare la funzionalità organizzativa o tecnica delle strutture.

Le aree di applicazione riguardano sia le strutture ospedaliere che quelle territoriali, tenendo conto delle situazioni con organizzazione interdistrettuale o dipartimentale. Il dirigente che opera in pronta disponibilità, in ottemperanza a quanto previsto dal comma 3 dell’art.17 del CCNL del 03.11.2005, è costituito, di norma, da dirigenti appartenenti alla medesima disciplina e ciò allo scopo di garantire la qualità del servizio utilizzando al meglio le professionalità per le competenze acquisite. Conclusivamente la normativa contrattuale di riferimento per l’organizzazione del servizio di pronta disponibilità per la dirigenza medica e veterinaria è il già citato art.17 del CCNL del 03.11.2005 che ha disapplicato l’art. 20 del CCNL 5.12.1996, confermando il compenso per l’istituto della pronta disponibilità nell’importo di €. 20,65, per come fissato dall’art. 51 del CCNL 8.6.2000 che a sua volta ha abrogato l’art. 110, comma 6, del D.P.R. n. 384 del 28.11.1990.

Le risorse economiche previste per compensare l’indennità di pronta disponibilità del personale in atto sono quelle previste nel fondo contrattuale per la remunerazione del trattamento accessorio legato alle condizioni di lavoro dall’art. 55 del CCNL, 1° biennio economico 2002-2003 del 19.04.2004, e consolidato nel suo ammontare dai CCNL successivi (art.11, CCNL 2° biennio economico 2004-2005 del 5.7.2006, art. 25, CCNL 1° biennio economico 2006-2007 del 17.10.2008), e per ultimo nell’importo consolidato alla data del 31.12.2007, dall’art. 10 del CCNL, 2° biennio economico 2008-2009 del 6.5.2010. Il richiamo che la superiore normativa dedica ad una rigorosa applicazione dell’istituto, soprattutto alle circostanze di limitazione o divieto ed alla corretta ed essenziale utilizzazione dello stesso, è, evidentemente, finalizzato ai risparmi che possono consentire la gestione flessibile e aziendale del fondo di pertinenza. Difatti viene consentito alla contrattazione integrativa aziendale, in base ai modelli organizzativi adottati dall’azienda, di potere rideterminare l’importo dell’indennità destinando a tale scopo, in tutto o in parte, i risparmi del fondo “del trattamento accessorio legato alle condizioni di lavoro”. Ciò acquisisce importanza ove si consideri che il termine di regola è stato, da sempre, considerato dalle parti negoziali come il numero minimo di pronte disponibilità che possono essere richiesta al personale; per sopraggiunte esigenze organizzative l’azienda può, difatti, richiedere al dirigente più di dieci turni di pronta disponibilità al mese. Eccedenze la cui regolamentazione, anche, remunerativa, laddove si volesse rideterminare il costo minimo fissato dalla Contrattazione collettiva nazionale, va convenuta in sede di contrattazione aziendale.

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