SOLUZIONEAVVOCATI.IT - CIVILE - PROPRIETÀ

Il diritto di proprietà

Per diritto di proprietà si intende il diritto di disporre e godere di beni in modo pieno ed esclusivo (art. 832 c.c.).

La Costituzione della Repubblica Italiana garantisce il diritto di proprietà privata (art. 42 Cost.) affidando alla legge il compito di determinarne i modi di acquisto, di godimento ed i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. Limiti particolari sono previsti dalla normativa costituzionale riguardo alla proprietà terriera. Ed infatti, secondo l'art. 44 Cost., la legge impone obblighi e vincoli alla proprieta' terriera privata, fissa limiti alla sua estensione al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali.


Modi di acquisto della proprietà

I modi di acquisto della proprietà sono elencati all'art. 922 del codice civile. L'acquisto della proprietà può essere:

- a titolo originario: l'acquisto non è collegato ad un precedente diritto di proprietà e si deve semplicemente provare il verificarsi delle circostanze previste dalla legge;

- a titolo derivativo: l'acquisto è frutto della traslazione di un preesistente diritto di proprietà da un soggetto (cedente) ad un altro (acquirente). In tal caso la prova delle proprietà si avrà dimostrando:

a) l'esistenza di un valido ed efficace titolo di acquisto;

b) la effettiva e legittima titolarità, in capo al soggetto cedente, del diritto di proprietà al momento della cessione.


Modi di acquisto a titolo originario:

- occupazione: l'art. 923 c.c. stabilisce che le cose mobili che non sono di nessuno (es. cose abbandonate ed animali che formano oggetto di caccia e pesca) si acquistano per occupazione. Norme particolari sono dettate per gli sciami di api (art. 924 c.c.), gli animali mansuefatti (art. 925 c.c.) e per le migrazioni di colombi, conigli e pesci (art. 926 c.c.).

- invenzione: per quanto concerne le cose smarrite il codice civile stabilisce che colui che ritrova un oggetto ha l'obbligo di riconsegnarlo al legittimo proprietario o, se sconosciuto, al sindaco del luogo ove è avvenuto il ritrovamento (art. 927 c.c.) che provvederà ad informare, a mezzo pubblicazione all'albo pretorio, del ritrovamento (art. 928 c.c.). Il proprietario che rivendica l'oggetto ritrovato è tenuto a pagare al ritrovatore, ove questi lo richieda, un importo pari ad un decimo del valore del bene, se pari o uguale ad €. 5,16, ed a un ventesimo per la parte di valore eccedente €. 5,16 (art. 930 c.c.). Se, invece, entro un anno dall'ultima pubblicazione nessuno si presenta a rivendicare l'oggetto, questi diventa di proprietà del soggetto che lo ha ritrovato (art. 929 c.c.).

- accessione: come regola generale le opere, le costruzioni e le piantagioni esistenti sopra e sotto il suolo appartengono al proprietario dello stesso (art. 934 c.c.). Negli articoli 935, 936, 937 e 938 del codice civile, vengono regolamentate le varie casistiche.

- specificazione: colui che adopera materia altrui per formare una nuova cosa acquista la proprietà del materiale utilizzato con l'obbligo di pagarne il prezzo salvo che il valore del materiale utilizzato superi di gran lunga quello della manodopera, nel qual caso è il proprietario del materiale ad acquisire la proprietà dell'opera pagando il valore della manodopera (art. 940 c.c.).

- per unione o commistione: si ha unione quando per formare un bene vengono usati più beni, separabili senza notevole deterioramento, appartenenti a soggetti diversi. Si ha commistione quando i beni usati non sono più separabili ovvero quando la separazione comporta un notevole deterioramento degli stessi. Nel primo caso ciascuno conserva il diritto di proprietà avendo il diritto di chiederne la separazione. Nel secondo caso il bene diviene proprietà comune in proporzione del valore dei singoli oggetti. Ove però un bene sia di notevole valore rispetto agli altri, il proprietario di tale bene acquista la proprietà dell'intero manufatto ed è tenuto al pagamento del prezzo degli altri beni ovvero, se l'unione o commistione è avvenuta in mala fede, alla corresponsione della somma minore tra l'aumento di valore apportato alla cosa principale ed il valore della cosa accessoria (art. 939 c.c.).

- per usucapione: il diritto di proprietà viene acquisito da colui che ha l'ininterrotto possesso di un bene per un determinato periodo di tempo. Per i beni immobili tale periodo, a norma dell'art. 1158 c.c., è di venti anni (quindici nel caso di fondi rustici con annessi fabbricati rurali siti in comuni montani o in quelli indicati dalla normativa speciale art. 1159-bis c.c.) ; nel caso in cui il possessore abbia acquisito in buona fede il bene da chi non era proprietario dell'immobile e ne abbia trascritto il titolo l'usucapione si compie, a norma dell'art. 1159 c.c., in 10 anni (cinque per i fondi rustici di cui all'art. 1159-bis c.c.). Per le universalità di mobili sono previsti i medesimi termini e cioè venti anni o, nel caso di acquisto in buona fede, dieci anni (art. 1160 c.c.).Per i beni mobili è previsto un termine di dieci anni per il possesso in buona fede e venti anni per il possesso in mala fede (art. 1661 c.c.). Infine per i beni mobili iscritti in pubblici registri l'usucapione si compie in 10 anni oppure, se acquisiti in buona fede da chi non era proprietario, in tre anni dalla trascrizione dell'acquisto (art. 1662 c.c.).


Modi di acquisto a titolo derivativo:

- per effetto di contratti: qualsiasi tipo di contratto idoneo a trasferire il diritto di proprietà (compravendita, permuta, donazione ecc..).

- per successione a causa di morte.


Azioni a difesa della proprietà

Il codice civile prevede una serie di azioni a tutela della proprietà. Esse sono: rivendicazione, negatoria, regolamento di confini e apposizione di termini.

Azione di rivendicazione: è l'azione che consente al proprietario che non abbia il possesso del bene di affermarne il diritto di proprietà e di entrarne nel possesso. L'azione è imprescrittibile e colui che agisce deve dare prova di essere proprietario del bene. Colui contro cui è proposta l'azione è tenuto, qualora in corso di causa perda il possesso del bene per fatto proprio, a rientrarne nel possesso a sue spese o a pagare al proprietario il valore del bene oltre al risarcimento del danno (art. 948 c.c.).

Azione negatoria: è l'azione che consente al proprietario che abbia il possesso del bene di far affermare l'inesistenza di diritti da altri vantati sul bene stesso e di chiedere la cessazione delle eventuali molestie o turbamenti, oltre al risarcimento del danno (art. 949 c.c.).

Azione di regolamento di confini: è l'azione che consente ai proprietari di due fondi limitrofi di chiedere che venga stabilito giudizialmente il confine tra gli stessi ove incerto. In tale tipo di azione è ammesso ogni tipo di prova ed è previsto che il giudice, ove non abbia elementi sufficienti per la decisione, si attenga ai confini risultanti dalle mappe catastali (art. 950 c.c.).

Azione di apposizione di termini: tale azione, di competenza esclusiva del giudice di pace (art. 7 c.p.c.), è finalizzata all'apposizione di segni di confine (recinzioni o altro) a spese comuni tra i proprietari dei fondi limitrofi che ne siano sprovvisti o che si siano deteriorati a tal punto essere irriconoscibili (art. 951 c.c.).

Soluzioneavvocati.it, attraverso l'apporto dello Studio Legale Calcopietro-Giampà & Partners, è in grado di seguire ed assistere il cliente in tutti i gradi del giudizio, comprese le magistrature superiori.

Hai bisogno di assistenza o consulenza legale in materia di proprietà?

 

LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento


Area Riservata

REGISTRATI