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La prova orale è irragionevole. Concorso sospeso: ancora una volta il TAR calabria accoglie le richieste dello Studio Legale Calcopietro - Giampà & partners


Ordinanza n. 537/2012

25-10-2012 17:39:50

Il TAR Calabria ha accolto l'istanza di sospensione presentata dallo Studio Legale Calcopietro - Giampà & partners nel procedimento per l'annullamento di un concorso per titoli ed esami per la qualifica di Vigile Urbano.

Osserva il Collegio che l'istanza di sospensione va accolta poichè:

  • la scelta della commissione di reinseritre le domande nella busta dopo la fine del colloquio e riproporle per una nuova scelta da parte del candidato successivo appare assolutamente irragionevole;
  • la commissione ha proceduto alla somma dei voti conseguiti nelle prove scritte in contrasto con il bando che prevede la media dei voti conseguiti nelle prove scritte.

Qui il testo dell'Ordinanza in oggetto.



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Ai sensi della legislazione vigente (art. 35 D.Lgs. 165/2001) si può accedere al pubblico impiego o attraverso le liste di collocamento o mediante il concorso pubblico. Il primo metodo è previsto esclusivamente per l'accesso alle qualifiche ed ai profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo.

Per tutte le altre figure è necessario sostenere il c.d. concorso pubblico che consiste in una procedura selettiva, idonea all'accertamento della professionalità richiesta, svolta in ossequio ai seguenti principi:

a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l'imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all'ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione;

b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire;

c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;

d) decentramento delle procedure di reclutamento;

e) composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell'organo di direzione politica dell'amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.

Il concorso pubblico si dice interno quando è riservato ai dipendenti già assunti presso la pubblica amministrazione (es. progressioni) ed esterno quando è rivolto all'assunzione di nuovo personale.

A seconda delle modalità di selezione avremo:

  • concorso per titoli, quando la selezione si basa sulla valutazione dei titoli in possesso del candidato;

  • per esami, quando il candidato è chiamato a sostenere delle prove che possono essere scritte, orali e pratiche;

  • per titoli ed esami, quando la selezione avviene sulla base della valutazione dei titoli e delle prove svolte dal candidato;

L'iter concorsuale si snoda attraverso varie fasi: pubblicazione del bando, presentazione della domanda di partecipazione, selezione (titoli o prove o entrambi a seconda del tipo di concorso), emanazione della graduatoria, proclamazione dei vincitori e assunzione.

Le regole concrete dello svolgimento del singolo concorso sono contenute nel relativo bando che costituisce, per l'appunto, lex specialis del concorso. Il bando è solitamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, IV Serie Speciale Concorsi ed Esami, o nel Bollettino Ufficiale della Regione cui appartiene l'Ente che bandisce il concorso.

Il bando può essere affetto dagli stessi vizi tipici dell'atto amministrativo: incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge. Tali vizi possono essere rilevati da chi vi abbia interesse mediante impugnazione innanzi agli organi della Giustizia Amministrativa. Bisogna prestare, pertanto, molta attenzione a ciò che è contenuto nel bando e si consiglia il consulto di un legale qualora sorgessero dubbi sulla legittimità di alcune disposizioni in esso contenute. Capita spesso di assistere a pronunce di improcedibilità nei giudizi di impugnazione delle prove concorsuali o della graduatoria finale a causa della mancata impugnazione del bando nei termini di legge. Attualmente la giurisprudenza tende a ritenere necessaria la tempestiva impugnazione del bando quando in esso si possano riscontrare vizi che siano immediatamente lesivi della posizione del candidato nel concorso (si pensi ai requisiti di partecipazione).

La domanda di partecipazione dovrà essere redatta secondo le indicazioni contenute nel bando e presentata nei modi e nei termini ivi previsti.

La graduatoria finale ha validità di 3 anni (salvo termini inferiori previsti dalla normativa regionale). Ciò significa che la pubblica amministrazione, nel periodo di vigenza della graduatoria, utilizzerà il c.d. scorrimento per coprire i posti che si sono resi vacanti dopo l'espletamento del concorso, ovviamente per le medesime figure professionali, senza necessità di indirne uno nuovo.

Per l'accesso alle qualifiche dirigenziali di seconda fascia è previsto, in alternativa al concorso per esami, l'espletamento di un tipo particolare di concorso detto corso-concorso. Esso si articola in diverse fasi:

  • prima fase: selezione dei candidato per accedere ad un corso, della durata di un anno, che sarà tenuto dalla Scuola superiore della Pubblica Amministrazione;

  • seconda fase: al termine del corso vi è un esame, al superamento del quale il candidato verrà applicato per un semestre presso una pubblica amministrazione;

  • terza fase: al termine del semestre il candidato verrà sottoposto ad esame finale.

Durante lo svolgimento del corso e nel semestre di applicazione al candidato verrà corrisposta una borsa di studio (art. 28 D.Lgs. 165/2001).

Per quanto riguarda, invece, i dirigenti di prima fascia è previsto che il 50% dei posti disponibili sia occupato tramite concorso per titoli ed esami (art. 28 bis D.Lgs. 165/2001).

Soluzioneavvocati.it, attraverso l'apporto dello Studio Legale Calcopietro-Giampà & Partners, è in grado di seguire ed assistere il cliente in tutti i gradi del giudizio, comprese le magistrature superiori.

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